La restituzione è il momento in cui i lavoratori vedono cosa è successo alle loro segnalazioni, e da questo dipende in larga misura se continueranno a farne. È anche il passaggio più trascurato, perché quando un'azione è conclusa l'ufficio sicurezza è già assorbito da altri problemi. Pianificarla in modo sistematico, con tempi e strumenti definiti, è quindi indispensabile.
La restituzione ha tre livelli. Il primo è individuale: il segnalante viene informato di cosa è stato deciso e, a lavori conclusi, di cosa è stato fatto. Il secondo è di reparto: le persone che lavorano nell'area interessata vengono informate dell'evento, in forma anonima, e della misura adottata, con eventuali nuove regole da rispettare. Il terzo è aziendale: periodicamente si comunicano a tutti i dati complessivi, gli eventi più significativi e le azioni più rilevanti.
Il contenuto della restituzione deve essere concreto: non abbiamo migliorato la sicurezza nel magazzino, ma dopo le vostre segnalazioni sui cartoni caduti dalle scaffalature abbiamo installato reti posteriori su dodici campate e introdotto il controllo dei pallet in arrivo. La concretezza dimostra che le segnalazioni sono state lette davvero. Anche le decisioni di non intervenire vanno restituite con la motivazione. Le tecniche di comunicazione in reparto, come gli incontri brevi di inizio turno, sono approfondite in un altro blocco del corso; qui conta il principio: nessuna segnalazione deve finire nel silenzio.