Prima di organizzare qualsiasi prova, l'ASPP rilegge il piano con una domanda precisa: ogni istruzione è eseguibile da una persona reale, in quel turno, con quei mezzi? Il DM 2 settembre 2021 chiede che il piano contenga almeno le azioni dei lavoratori in caso di incendio, le procedure per l'evacuazione, le disposizioni per chiedere l'intervento dei Vigili del Fuoco, le misure per assistere le persone con esigenze speciali e l'identificazione degli addetti. Sono contenuti minimi, ma ciascuno deve essere tradotto in gesti concreti.
Nella rilettura conviene sottolineare tutti i verbi. «Il coordinatore dispone l'evacuazione»: con quale mezzo, la sirena, la radio, il sistema di diffusione sonora? «L'addetto interrompe l'alimentazione del gas»: dove si trova la valvola, è raggiungibile senza attraversare la zona dell'incendio, è segnalata? «Il personale si reca al punto di raccolta»: quale, se ce ne sono due, e chi decide quale usare quando il vento spinge il fumo verso uno di essi?
Un metodo efficace è la simulazione a tavolino con il RSPP e due o tre addetti: si legge il piano ad alta voce e si immagina un incendio in un punto preciso, per esempio nel locale compressori alle 22, con il solo turno ridotto. Ogni passaggio che genera esitazione o disaccordo diventa una nota. Spesso emergono numeri di telefono non aggiornati, nomi di addetti che hanno lasciato l'azienda, procedure che citano impianti dismessi. Questa revisione preliminare evita di scoprire gli stessi problemi durante la prova, con tutto il personale fuori dall'edificio.