Evacuare un ufficio significa alzarsi e uscire. Evacuare un reparto produttivo significa prima fermare in sicurezza ciò che potrebbe diventare a sua volta un pericolo. Il piano deve indicare per ogni area quali operazioni compiere: arresto delle macchine con la procedura normale e non con l'emergenza se questa danneggia il prodotto o l'impianto, chiusura delle valvole di intercettazione del gas a monte dei forni, arresto dei compressori, chiusura delle bombole in uso per saldatura, messa in sicurezza dei carrelli elevatori lontano dalle vie di esodo.
Queste operazioni richiedono tempo e vanno affidate a persone precise, normalmente il preposto o l'addetto di reparto, che escono per ultimi dopo averle completate. La prova serve a cronometrarle. Se la fermata in sicurezza del forno di trattamento termico richiede otto minuti, il piano deve tenerne conto e prevedere che l'operatore abbia una via di esodo protetta e un collegamento radio con il coordinatore.
In alcune lavorazioni, come la fusione di metalli o le reazioni chimiche in corso, l'arresto improvviso è esso stesso un rischio: va scelto lo stato sicuro e non semplicemente lo stato spento. Su questi aspetti l'ASPP non decide da solo ma raccoglie le informazioni dai responsabili di produzione e manutenzione, le fa validare dal RSPP e le traduce in istruzioni brevi da affiggere accanto ai comandi. La prova di evacuazione è il momento per verificare che quelle istruzioni siano leggibili, comprese e applicate davvero.