Uno degli elementi più istruttivi da inserire in una prova è il disperso simulato. Si concorda in anticipo con un lavoratore che resti in un punto prestabilito, per esempio un magazzino ricambi poco frequentato o un servizio igienico, e si osserva che cosa accade. Il risultato atteso è che l'appello individui l'assenza, che il dato arrivi rapidamente al coordinatore e che questi lo comunichi con l'ultima posizione nota a chi interviene.
Il comportamento da verificare, ed eventualmente correggere, è la reazione istintiva di rientrare a cercare il collega. Nella realtà questo è uno dei modi in cui si moltiplicano le vittime. Il piano deve dire chiaramente che la ricerca all'interno di un edificio in fiamme spetta ai Vigili del Fuoco; gli addetti interni possono effettuare solo una verifica nelle aree non interessate dall'evento e solo se il coordinatore lo autorizza e le condizioni lo permettono.
Il disperso simulato mette in luce anche le falle informative: un lavoratore in pausa nel parcheggio che non ha timbrato, un manutentore esterno che è uscito dalla porta secondaria senza passare dal punto di raccolta e se n'è andato. Ogni situazione di questo tipo va discussa nel debriefing. Per non creare allarmismi, il lavoratore che interpreta il disperso deve essere avvisato del ruolo, avere un mezzo di comunicazione per uscire dalla parte quando la verifica è conclusa e non trovarsi in un locale dove potrebbe davvero rimanere bloccato, come una cella frigorifera.