Una prova rivela quasi sempre problemi di comunicazione. L'allarme acustico può essere inudibile in reparti con rumore elevato, nei locali tecnici, nei servizi igienici con porta chiusa, nelle celle frigorifere, nelle cabine di verniciatura. In questi casi la soluzione tecnica è l'integrazione con segnalatori ottici lampeggianti, che vanno verificati durante la prova insieme all'udibilità della sirena. Gli osservatori annotano i punti in cui il segnale non è percepito, e quei punti entrano nel piano d'azione.
Negli edifici dotati di sistema di evacuazione vocale, il messaggio preregistrato deve essere comprensibile: un testo lungo, recitato velocemente e ripetuto in un ambiente riverberante, non viene capito. Se la popolazione aziendale comprende molti lavoratori stranieri, il messaggio va previsto in più lingue o reso essenziale. Un altro aspetto da controllare è la distinzione tra il segnale di preallarme, che mobilita gli addetti, e il segnale di evacuazione generale: se suonano in modo simile, qualcuno uscirà troppo presto e qualcun altro troppo tardi.
Le comunicazioni tra coordinatore e addetti avvengono spesso via radio. In prova si verifica che le radio siano cariche, che tutti usino lo stesso canale, che non ci siano zone d'ombra nei sotterranei e che i messaggi siano brevi e strutturati. Infine si testa la chiamata al 112: l'incaricato la simula con un collega che fa da operatore, e si controlla se ha comunicato indirizzo completo, accesso consigliato, tipo di evento, eventuali feriti e numero di richiamata.