Il debriefing è una riunione breve, da trenta a sessanta minuti, che si tiene subito dopo la prova con coordinatore, addetti, osservatori, RSPP e, se possibile, RLS. Il suo scopo è ricostruire i fatti prima che la memoria li modifichi o li semplifichi e raccogliere le percezioni di chi ha vissuto l'esercitazione dall'interno. È lo strumento che trasforma una prova in un apprendimento.
La conduzione funziona meglio seguendo un ordine cronologico. Si parte dalla scoperta dell'evento e si procede per fasi: allarme, reazione, esodo, messa in sicurezza degli impianti, appello, comunicazioni, chiusura. Per ogni fase si chiede prima che cosa doveva accadere secondo il piano, poi che cosa è accaduto davvero, quindi perché c'è stata una differenza, se c'è stata. Gli osservatori leggono i propri tempi e le note, gli addetti raccontano le difficoltà incontrate.
Il clima della riunione è decisivo. Se un addetto ha sbagliato una manovra e viene messo alla berlina, la volta successiva tenderà a nascondere i propri dubbi. L'atteggiamento corretto è quello di chi cerca le cause nel sistema: l'addetto non ha trovato la valvola perché la valvola era coperta da un pannello e non c'era un cartello. Alla fine del debriefing l'ASPP riassume a voce le tre o quattro criticità principali e le proposte emerse, che costituiranno l'ossatura del verbale. È utile anche chiedere a ciascuno che cosa ha funzionato bene, perché anche le buone pratiche vanno consolidate.