Una delle novità più concrete del DM 1 settembre 2021 è la qualificazione del tecnico manutentore. Il decreto stabilisce che il controllo periodico e la manutenzione dei presidi antincendio devono essere eseguiti da personale con requisiti di competenza definiti in un apposito allegato, che prevede formazione teorica e pratica per tipologia di impianto e una valutazione finale. In sostanza non basta più che la ditta sia iscritta alla camera di commercio con la giusta attività: la singola persona che interviene deve essere qualificata per quel tipo di presidio.
L'ASPP che collabora alla gestione del contratto di manutenzione verifica alcuni punti precisi. Il contratto deve elencare tutti i presidi, ciascuno identificato da un numero; deve indicare per ognuno le norme di riferimento e le periodicità di controllo; deve prevedere un rapporto di intervento firmato dal tecnico che ha operato, con il suo nominativo e l'evidenza della qualifica. Vanno definiti anche i tempi di intervento per i guasti, perché un impianto di rivelazione fuori servizio per due settimane è un problema serio.
All'ingresso del tecnico l'ASPP può chiedere di vedere l'attestato della qualifica relativa all'impianto su cui opera. Se la ditta cambia, il nuovo manutentore deve ricevere l'elenco aggiornato dei presidi e lo storico degli interventi. Inoltre, poiché il manutentore è un'impresa esterna che opera nei luoghi di lavoro, il contratto rientra nelle procedure di coordinamento dell'art. 26, da trattare con le modalità già in uso in azienda.