Aggiornamento ASPP · Blocco 5/5 (16–20 h) · Slide 32/50

Parole essenziali: un vocabolario minimo di sicurezza

Anche quando non è possibile tradurre tutto, si può garantire che ogni lavoratore conosca un piccolo insieme di parole e segnali indispensabili per la propria sicurezza. Si tratta di un vocabolario minimo, di venti-trenta voci, che comprende le parole d'allarme e di comando, come stop, fermo, attenzione, via, aiuto, fuoco, evacuare, e i nomi dei principali oggetti e luoghi della sicurezza, come estintore, uscita, punto di raccolta, cassetta di primo soccorso, casco, guanti, lucchetto, imbracatura.

Il vocabolario si presenta in una scheda illustrata, con fotografie degli oggetti reali dell'azienda e la parola scritta in italiano e nella lingua del lavoratore, e si esercita durante l'inserimento. Il tutor indica l'oggetto e chiede il nome, poi dice la parola e chiede di indicare l'oggetto. Questo esercizio di pochi minuti rende sicura la comunicazione in emergenza, quando non c'è tempo per spiegare.

Accanto alle parole servono i gesti condivisi. In molti reparti rumorosi o con lavoratori di lingue diverse si usano segnali manuali convenzionali, come il braccio teso con il palmo aperto per fermare o il pollice in alto per confermare. Per le manovre di sollevamento esistono segnali gestuali codificati nell'allegato XXXII del D.Lgs. 81/08, che il segnalatore e il gruista devono conoscere. L'ASPP verifica che i gesti usati in reparto siano uniformi: se ogni squadra ha i suoi, il segnale diventa ambiguo proprio quando serve di più.