Il D.Lgs. 81/08 descrive gli obblighi, ma è la Corte di Cassazione a stabilire in concreto chi risponde quando un lavoratore si fa male. Per un RSPP con anni di esperienza, la giurisprudenza non è cultura generale: è la chiave per capire come verranno letti, dopo un evento, il DVR, le segnalazioni inviate, i verbali di riunione e perfino le email. Il giudice ricostruisce a posteriori ciò che si sarebbe potuto prevedere ed evitare, e lo fa con criteri ormai stabili, che conviene conoscere prima e non dopo.
Questo blocco conclude l'aggiornamento quinquennale con un taglio volutamente pratico. Non riprende le definizioni di datore di lavoro, dirigente o preposto già studiate nel Modulo A, ma esamina come la Suprema Corte le applica: la posizione di garanzia, il comportamento abnorme e il rischio eccentrico, la responsabilità concorrente del consulente della prevenzione, la delega di funzioni, la responsabilità dell'ente ai sensi del D.Lgs. 231/01.
Un'avvertenza di metodo: nelle slide non vengono indicati numeri di sentenze. I principi richiamati sono orientamenti consolidati, ripetuti in decine di pronunce della Quarta Sezione penale, che si occupa della materia infortunistica. Chi vuole approfondire può cercare le massime per parola chiave nelle banche dati giuridiche, verificando sempre la data e il contesto della decisione, perché un principio isolato estratto dal suo caso concreto può essere fuorviante e perché l'orientamento può evolvere nel tempo.