La Corte di Cassazione è giudice di legittimità: non rifà il processo e non rivaluta le prove, ma controlla che i giudici di merito, cioè Tribunale e Corte d'Appello, abbiano applicato correttamente la legge e motivato in modo logico. Per questo le sentenze di Cassazione in materia di sicurezza parlano soprattutto di regole di giudizio: quando esiste una posizione di garanzia, quando il nesso causale si interrompe, quale prevedibilità si può pretendere da un soggetto.
La funzione nomofilattica, cioè di uniformazione dell'interpretazione, è affidata in particolare alle Sezioni Unite, che intervengono quando le sezioni semplici sono in contrasto o la questione è di particolare importanza. In materia infortunistica la Quarta Sezione penale produce la gran parte delle decisioni; sul versante civile, per il risarcimento e l'art. 2087 c.c., è competente la Sezione Lavoro.
Leggere solo la massima, il riassunto di poche righe, è rischioso. Una frase come «il RSPP risponde dell'infortunio» presa da sola è falsa; nella motivazione completa si scopre che quel RSPP aveva omesso di valutare un rischio evidente e che la segnalazione avrebbe portato il datore ad adottare la misura. Il metodo corretto per un professionista è leggere il fatto, la regola cautelare individuata, il ragionamento sul nesso causale e il dispositivo. Solo così il precedente diventa uno strumento per orientare il proprio lavoro quotidiano, ad esempio nella scelta di cosa scrivere in un DVR o in una segnalazione.