Aggiornamento RSPP · Blocco 10/10 (36–40 h) · Slide 3/50

I reati d'evento: omicidio e lesioni colpose sul lavoro

Le contravvenzioni del D.Lgs. 81/08 puniscono la violazione dell'obbligo in sé, anche senza conseguenze. Quando invece si verifica un infortunio o una malattia professionale entrano in gioco i delitti del codice penale: l'omicidio colposo previsto dall'articolo 589 e le lesioni personali colpose previste dall'articolo 590. In entrambi la violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro costituisce una circostanza aggravante specifica.

Per l'omicidio colposo commesso con violazione delle norme antinfortunistiche la pena è la reclusione da due a sette anni. Per le lesioni gravi commesse con la stessa violazione la pena è la reclusione da tre mesi a un anno o la multa da 500 a 2.000 euro; per le lesioni gravissime la reclusione da uno a tre anni. Sono lesioni gravi, secondo l'art. 583 c.p., quelle che causano una malattia o un'incapacità di attendere alle ordinarie occupazioni superiore a quaranta giorni, oppure l'indebolimento permanente di un senso o di un organo.

Un aspetto procedurale spesso ignorato: le lesioni colpose sono di regola procedibili a querela, ma quelle gravi o gravissime commesse con violazione delle norme antinfortunistiche o di igiene del lavoro, e quelle che hanno determinato una malattia professionale, sono procedibili d'ufficio. Significa che la remissione della querela o l'accordo economico con l'infortunato non chiudono il procedimento. Ecco perché ogni infortunio con prognosi superiore ai quaranta giorni va gestito dal RSPP come un evento che sarà quasi certamente esaminato dall'autorità giudiziaria.