Aggiornamento RSPP · Blocco 10/10 (36–40 h) · Slide 5/50

Il nesso causale e il giudizio controfattuale

Per affermare la responsabilità occorre che la condotta, attiva od omissiva, sia causa dell'evento. Gli artt. 40 e 41 c.p. regolano il rapporto di causalità; nei reati omissivi impropri, tipici della sicurezza sul lavoro, il giudice compie un giudizio controfattuale: elimina mentalmente l'omissione, ipotizza che la condotta doverosa sia stata tenuta e si chiede se l'evento si sarebbe evitato.

Le Sezioni Unite, con la nota sentenza Franzese del 2002, hanno chiarito che questo giudizio non si basa su percentuali statistiche astratte, ma deve raggiungere un elevato grado di credibilità razionale, cioè una probabilità logica prossima alla certezza, tenendo conto di tutte le circostanze del caso concreto e escludendo spiegazioni alternative. Se resta un ragionevole dubbio sul fatto che la misura omessa avrebbe evitato l'evento, l'imputato deve essere assolto.

In pratica, davanti a un infortunio su una macchina priva di riparo interbloccato, il giudice si chiede: se il riparo ci fosse stato, la mano dell'operatore sarebbe entrata nella zona pericolosa? Per il RSPP il controfattuale ha un risvolto diretto: la sua omissione di valutazione o di segnalazione è causalmente rilevante solo se si può affermare che, una volta informato, il datore di lavoro avrebbe adottato la misura. Ecco perché la difesa del consulente passa spesso dalla prova di aver segnalato, e la sua condanna dalla prova di aver taciuto su un rischio che conosceva o doveva conoscere.