Aggiornamento RSPP · Blocco 10/10 (36–40 h) · Slide 23/50

Formazione, addestramento e limiti dell'effetto esimente

Davanti a un infortunio la difesa aziendale presenta spesso gli attestati di formazione dell'infortunato. La giurisprudenza ne riconosce l'importanza ma ne precisa i limiti: la formazione è un obbligo del datore di lavoro, non una causa di esonero. Il lavoratore formato che commette un errore prevedibile resta tutelato dalle misure tecniche e dalla vigilanza; la formazione non sostituisce né le une né l'altra.

I giudici esaminano il contenuto della formazione, non solo la sua esistenza. Un corso generico sui rischi della metalmeccanica non dimostra che il lavoratore sapesse come eseguire il cambio stampo in sicurezza su quella specifica pressa. Con l'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 ha assunto rilievo la verifica dell'efficacia della formazione anche durante lo svolgimento della prestazione lavorativa: un registro di osservazioni sul campo che dimostra che l'operatore applica la procedura vale più di un test a risposta multipla.

Situazioni frequenti nelle sentenze: lavoratori stranieri formati in una lingua che non comprendevano bene, neoassunti adibiti a macchine complesse dopo poche ore di affiancamento, lavoratori in somministrazione inseriti senza formazione specifica sul sito, addestramento mai effettuato per attrezzature che lo richiedono. In tutti questi casi l'attestato non protegge il datore di lavoro. Il RSPP che progetta la formazione dovrebbe quindi conservare programmi dettagliati, materiali, prove pratiche e verifiche di comprensione linguistica.