Aggiornamento RSPP · Blocco 1/10 (0–4 h) · Slide 18/50

Preposto di fatto e criteri per una buona individuazione

L'obbligo di individuazione non cancella il principio di effettività dell'art. 299, secondo cui le posizioni di garanzia gravano anche su chi, pur senza investitura formale, esercita in concreto i poteri giuridici riferiti al datore di lavoro, al dirigente o al preposto. Il risultato è che in azienda possono coesistere preposti formalmente individuati e preposti di fatto, per esempio l'operaio anziano che distribuisce il lavoro alla squadra quando il caposquadra è assente.

L'RSPP deve quindi aiutare il datore di lavoro a far coincidere il più possibile la forma con la realtà. Il primo criterio è l'analisi dei flussi di lavoro: chi assegna i compiti, chi decide la sequenza delle lavorazioni, chi può chiedere a un collega di fermarsi. Il secondo criterio è la presenza fisica: un preposto che lavora in un altro stabilimento o che passa gran parte del turno in ufficio non può vigilare efficacemente su un reparto. Il terzo criterio è la competenza tecnica sui rischi del processo.

Errori frequenti sono l'individuazione di massa, con lettere identiche consegnate a tutti i capisquadra senza distinguere le aree, e l'individuazione di persone prive dell'autorevolezza necessaria. In un cantiere edile, il preposto dell'impresa esecutrice è tipicamente il capocantiere o il caposquadra presente in quota con gli operai; in un ufficio con pochi addetti la figura può essere il responsabile amministrativo che organizza il lavoro, con poteri proporzionati ai rischi limitati dell'attività.