Aggiornamento RSPP · Blocco 1/10 (0–4 h) · Slide 32/50

Oltre il basso rischio: il Codice di prevenzione incendi come metodo

Quando un luogo di lavoro non rientra nel basso rischio, il DM 3 settembre 2021 rinvia ai criteri del Codice di prevenzione incendi, il DM 3 agosto 2015 nella versione aggiornata. Per le attività soggette ai controlli dei Vigili del fuoco che dispongono di una regola tecnica, si applica la normativa specifica; per le altre, il Codice diventa il riferimento metodologico per definire le misure. La conseguenza è che il linguaggio del Codice entra stabilmente anche nella gestione dei luoghi di lavoro non soggetti.

Il RSPP non deve diventare progettista antincendio, ma deve saper leggere e discutere una valutazione impostata sul Codice: profili di rischio per la vita, per i beni e per l'ambiente, strategie antincendio con i relativi livelli di prestazione, soluzioni conformi e soluzioni alternative. Il dettaglio tecnico di questi strumenti è oggetto del modulo B; qui interessa l'impatto organizzativo della riforma.

Due ricadute pratiche meritano attenzione. La prima riguarda il confine tra competenze: quando il luogo di lavoro richiede scelte progettuali su compartimentazione, esodo o impianti, il RSPP deve suggerire il coinvolgimento di un professionista antincendio e non improvvisare. La seconda riguarda la coerenza documentale: la valutazione del rischio incendio inserita nel DVR deve dialogare con il progetto antincendio e con il piano di emergenza. Capita spesso che il progetto preveda un'uscita di sicurezza che nel tempo è stata ostruita da un soppalco di stoccaggio, senza che il DVR se ne accorga.