Ogni corso disciplinato dall'Accordo deve poggiare su un progetto formativo scritto. È il documento che distingue un intervento strutturato da una lezione improvvisata e che consente di dimostrare, anche a distanza di anni, perché sono stati scelti certi contenuti, con quale metodo e con quali risultati attesi. La figura del responsabile del progetto formativo, che può coincidere con il RSPP o con un referente dell'ente, garantisce la coerenza tra fabbisogno, programma ed esecuzione.
Il progetto contiene almeno i destinatari e il loro profilo, il riferimento alla figura e al percorso dell'Accordo, gli obiettivi di apprendimento, i contenuti suddivisi per moduli, la durata, la metodologia didattica con il peso di esercitazioni e casi pratici, i docenti, le modalità della verifica finale e la sede. Per i corsi aziendali è buona prassi collegare ogni modulo ai rischi del DVR che intende presidiare.
Esempio concreto: per la formazione specifica di 12 ore in una fonderia, il progetto può collegare due ore al rischio da metalli fusi e alle procedure di colata, due alla movimentazione con carroponte, due al rumore e alle polveri di silice, una alle emergenze del reparto, e così via, ciascuna con un obiettivo osservabile. Questa granularità servirà poi nella verifica dell'efficacia, perché permette di sapere quale comportamento cercare in reparto per ciascun contenuto. Il progetto, firmato e datato, entra nel fascicolo e viene rivisto ogni volta che cambiano rischi, attrezzature o procedure del reparto a cui si riferisce, mantenendo una traccia delle versioni precedenti.