Secondo caso: un polo logistico di 250 addetti, attivo su tre turni, con forte presenza di lavoratori somministrati e di lavoratori stranieri, carrelli frontali e retrattili, transpallet elettrici e due piattaforme di lavoro elevabili per la manutenzione degli impianti. Il turnover stagionale porta circa ottanta nuovi ingressi nei mesi di picco, concentrati in poche settimane.
Le criticità sono evidenti: impossibilità di formare in ritardo i neoassunti dopo l'abolizione della tolleranza di 60 giorni, barriera linguistica, turni notturni. La soluzione progettata prevede la formazione generale in e-learning multilingue, fruita in sede in una sala dedicata con assistenza, e la formazione specifica in aula in piccoli gruppi omogenei per lingua, con mediatore culturale e dimostrazioni pratiche nelle aree di lavoro, sempre conclusa prima del primo turno operativo.
Per i preposti di turno l'aggiornamento biennale viene organizzato in videoconferenza sincrona all'inizio del turno pomeridiano, con collegamento individuale da postazioni dedicate. Per i carrellisti si stipula con l'agenzia di somministrazione un accordo che preveda l'invio di operatori già abilitati, con verifica degli attestati da parte del servizio di prevenzione, e un addestramento interno sui carrelli e sulla viabilità del sito. Gli indicatori di efficacia scelti sono urti contro scaffalature, infrazioni ai percorsi pedonali e near miss segnalati per turno. I dati vengono discussi mensilmente con i capi turno.