Il requisito sull'ergonomia dell'Allegato III è stato aggiornato in una direzione che interessa direttamente il RSPP. Oltre a fatica fisica, posture e movimenti ripetitivi, il fabbricante deve ridurre al minimo lo stress psicologico a cui l'operatore può essere esposto, anche quando interagisce con macchine progettate per coesistere e collaborare con le persone. Deve inoltre adattare l'interfaccia uomo-macchina alle caratteristiche prevedibili degli operatori e tenere conto, ove pertinente, delle forme di comunicazione della macchina, ad esempio segnali luminosi o messaggi che indicano le intenzioni del robot.
È un riconoscimento normativo di un dato emerso dagli studi sul campo: lavorare a pochi centimetri da un braccio robotico che si muove in modo poco prevedibile genera tensione, rallentamenti e comportamenti di evitamento, anche quando le forze di contatto sono entro i limiti. Lo stesso vale per i veicoli autonomi che attraversano corsie usate dai pedoni.
Nella valutazione dei rischi aziendale questo aspetto entra in due modi. Al momento dell'acquisto si può chiedere al fornitore come ha gestito l'ergonomia cognitiva, cioè leggibilità dei segnali, prevedibilità delle traiettorie, possibilità per l'operatore di rallentare o fermare il ciclo. Dopo l'installazione, interviste brevi agli operatori nelle prime settimane permettono di raccogliere segnali di disagio che nessun misuratore di forza registrerebbe, e di intervenire su layout, velocità o segnalazioni prima che il disagio diventi aggiramento delle protezioni.