Un centro di distribuzione con quaranta carrelli elevatori e circa centocinquanta addetti vuole installare un sistema di videoanalisi che rileva pedoni nelle corsie riservate ai mezzi, segnala il mancato uso del gilet ad alta visibilità e attiva un lampeggiante a bordo del carrello quando una persona si avvicina a un incrocio cieco.
Il percorso corretto parte dalla valutazione dei rischi: la separazione pedoni-mezzi resta affidata a segnaletica, barriere fisiche e regole di viabilità, mentre il sistema è una misura aggiuntiva. Si verifica poi se la funzione del lampeggiante interagisce con il comando del carrello: se il sistema rallentasse o arrestasse il mezzo, si tratterebbe di una funzione di sicurezza con requisiti di prodotto e il coinvolgimento del costruttore del carrello sarebbe indispensabile.
Sul piano dei controlli a distanza serve l'accordo sindacale o l'autorizzazione dell'Ispettorato, con indicazione delle finalità di sicurezza. Il responsabile della protezione dei dati redige la valutazione d'impatto, definendo che le immagini sono elaborate in tempo reale, che si conservano solo eventi anonimizzati per statistiche, che le registrazioni non sono usate per procedimenti disciplinari salvo quanto concordato. I lavoratori ricevono l'informativa prevista dal D.Lgs. 152/1997.
Infine si misurano in campo per un mese i falsi allarmi, si coinvolge il RLS, si formano preposti e carrellisti sui limiti del sistema e si aggiorna il DVR con le procedure da adottare in caso di guasto delle telecamere.