Aggiornamento RSPP · Blocco 3/10 (8–12 h) · Slide 34/50

Monitoraggio di velocità e separazione: distanza minima

Nel monitoraggio di velocità e separazione il principio è che il robot deve potersi fermare prima che la persona lo raggiunga. La distanza minima di protezione si calcola sommando diversi contributi: lo spazio percorso dall'operatore durante il tempo di reazione del sistema e il tempo di arresto del robot, lo spazio percorso dal robot nello stesso intervallo, la distanza di arresto vera e propria, un'incertezza legata alla risoluzione dei sensori e alla precisione della posizione del robot. Il metodo è coerente con quello della EN ISO 13855 per il posizionamento dei dispositivi di protezione in funzione della velocità di avvicinamento del corpo umano.

Ne derivano alcune conseguenze operative. Se il robot rallenta in prossimità della persona, la distanza necessaria si riduce: per questo molte celle usano campi di avvertimento che riducono la velocità e campi di protezione che arrestano. Se la macchina perde efficienza nei freni o il carico aumenta, il tempo di arresto cresce e la distanza calcolata non è più sufficiente.

Il RSPP deve chiedere che il tempo di arresto sia misurato in campo con il carico reale e che la misura venga ripetuta periodicamente e dopo ogni modifica di utensile, carico o programma. I campi degli scanner devono essere documentati con disegni e conservati con la versione della configurazione. Una prassi preoccupante, riscontrata in diversi reparti, è la riduzione dei campi di protezione da parte della manutenzione per evitare arresti indesiderati durante la produzione.