Un'azienda alimentare di medie dimensioni sostituisce la pallettizzazione manuale di cartoni da dodici chilogrammi con un cobot montato su colonna, con due postazioni pallet affiancate. L'operatore deve cambiare il pallet pieno mentre il robot continua a lavorare sull'altro lato.
La valutazione parte dal compito reale. Il robot ha una portata vicina al limite e una pinza a ventosa con bordi metallici: la limitazione di potenza e forza da sola non è sufficiente per contatti a velocità produttiva con un cartone in presa. L'integratore propone quindi una soluzione mista: scanner laser che suddivide l'area in due zone, monitoraggio di velocità e separazione sul lato in cui entra l'operatore e prosecuzione del ciclo a piena velocità solo sul lato opposto, con una barriera fisica bassa che impedisce di passare da una zona all'altra sotto il braccio.
In collaudo si misura il tempo di arresto con il carico massimo, si verifica che il robot non possa raggiungere il lato occupato, si prova il comportamento in caso di caduta di un cartone nel campo dello scanner. Si accerta inoltre che il carrellista che porta via i pallet sia rilevato come una persona e che il transpallet non resti in ombra rispetto al sensore.
Il DVR viene aggiornato riducendo il rischio da movimentazione manuale e introducendo i nuovi rischi meccanici residui. L'addestramento riguarda sia gli operatori di linea sia i carrellisti, e la manutenzione riceve una procedura scritta per la verifica mensile dei campi di protezione.