Aggiornamento RSPP · Blocco 3/10 (8–12 h) · Slide 39/50

Esoscheletri occupazionali: tipologie e campi di impiego

Un esoscheletro occupazionale è un dispositivo indossabile progettato per supportare il corpo dell'operatore durante attività fisicamente impegnative, ridistribuendo o riducendo il carico su specifici distretti muscolo-scheletrici. Si distinguono per la fonte di energia e per il distretto supportato.

Gli esoscheletri passivi non hanno motori: utilizzano molle, elastici o elementi a gas che accumulano energia durante un movimento e la restituiscono nella fase successiva. I più diffusi sostengono le braccia nel lavoro sopra la spalla, come il montaggio sotto scocca nelle linee automobilistiche o l'installazione di impianti a soffitto, oppure la zona lombare nelle flessioni ripetute del tronco. Sono relativamente leggeri ed economici. Gli esoscheletri attivi usano attuatori elettrici o pneumatici alimentati da batteria, governati da sensori e da un sistema di comando: possono fornire un'assistenza maggiore e modulabile, ma pesano di più e introducono rischi legati a movimenti indesiderati, guasti e alimentazione.

Esistono poi dispositivi per gli arti inferiori, come sedute indossabili che permettono di appoggiarsi durante lavori in piedi prolungati, e soluzioni per la mano che rinforzano la presa.

Il settore di impiego tipico comprende metalmeccanica, automotive, logistica, edilizia e cantieristica navale. Va chiarito sin dall'inizio che l'esoscheletro non sostituisce le misure di riprogettazione del posto di lavoro previste dal Titolo VI del D.Lgs. 81/08: è una misura aggiuntiva per i compiti in cui l'eliminazione del sovraccarico alla fonte non è praticabile.