Un'introduzione efficace segue un percorso a tappe e non si esaurisce con l'acquisto. Il primo passo è l'analisi del compito: individuare le attività con posture sopra la spalla o flessioni del tronco che non possono essere eliminate con modifiche di layout, sollevatori, altezze regolabili o rotazione delle mansioni. Solo per queste si valuta il dispositivo.
Segue una fase pilota con un gruppo ristretto di lavoratori volontari, per alcune settimane, con prove di più modelli. Si raccolgono il parere degli utilizzatori con questionari strutturati sul comfort e sul disagio, il tempo effettivo di utilizzo, gli eventuali problemi di vestizione, le interferenze con l'attività e con gli altri DPI. Un indicatore spesso rivelatore è il numero di dispositivi lasciati appesi in spogliatoio dopo un mese.
Il coinvolgimento del medico competente è necessario. Alcune condizioni, come patologie cardiovascolari, problemi cutanei nei punti di appoggio, disturbi della spalla in fase acuta, possono sconsigliarne l'uso, e la sorveglianza sanitaria può monitorare eventuali disturbi emergenti. Il RLS va consultato sulla scelta, come per ogni attrezzatura che incide sull'organizzazione del lavoro.
Infine l'adozione definitiva richiede regole scritte: chi può usare il dispositivo, per quali compiti e per quanto tempo, come si regola e si pulisce, quando va escluso, chi gestisce le taglie e la manutenzione. L'uso deve rimanere volontario o almeno concordato, perché un dispositivo imposto e mal tollerato tende a essere indossato male o abbandonato.