La documentazione dello scenario deve permettere a chi non era presente di capire la geometria dell'evento. Oltre alle fotografie servono misure: distanze tra l'infortunato e la fonte di pericolo, altezze di caduta, larghezze dei passaggi, posizione dei comandi rispetto all'operatore, inclinazione di una rampa. Un metro laser, un metro a nastro, una livella digitale e un luxmetro sono strumenti minimi che il servizio di prevenzione dovrebbe avere sempre disponibili in un kit dedicato.
Lo schizzo planimetrico, anche fatto a mano su carta millimetrata, resta uno strumento potente. Si disegna la pianta dell'area con riferimenti fissi come pilastri, porte e linee di corsia, quindi si riportano le posizioni di persone e mezzi con le misure dai riferimenti. In cantiere, per una caduta da un'apertura nel solaio, lo schizzo indicherà dimensioni del foro, presenza e posizione di eventuali protezioni provvisorie, punto di atterraggio e altezza effettiva.
I componenti danneggiati vanno conservati senza pulirli né tentare di ricomporli, perché fratture, deformazioni e residui sono informazioni. Una fune di un paranco rotta, un gancio aperto, una cinghia di sollevamento tagliata possono richiedere una perizia di laboratorio per distinguere tra sovraccarico, usura, corrosione o difetto di fabbricazione. In questi casi è prudente concordare con l'organo di vigilanza le modalità di custodia e di eventuale analisi, per non compromettere accertamenti che potrebbero essere disposti anche in sede giudiziaria.