Aggiornamento RSPP · Blocco 4/10 (12–16 h) · Slide 15/50

Formulare le domande ed evitare di contaminare il testimone

La qualità delle risposte dipende dalla forma delle domande. Le domande aperte, come «Mi descriva cosa stava facendo prima dell'allarme», producono informazioni ricche e non suggerite. Le domande chiuse, del tipo «La protezione era abbassata?», servono solo per verificare dettagli specifici dopo il racconto libero. Le domande suggestive vanno evitate in ogni caso: chiedere «Lei non aveva visto il cartello di divieto, giusto?» orienta la risposta e trasmette un giudizio implicito.

Anche il lessico pesa. Parole come «errore», «distrazione», «negligenza» o «violazione» mettono il testimone sulla difensiva e spingono verso risposte formali. È più produttivo chiedere come si svolge normalmente quel compito, cosa era diverso quel giorno, quali difficoltà si incontrano di solito, cosa fanno i colleghi esperti quando la macchina si inceppa. Queste domande portano alla luce il lavoro reale, con le soluzioni pratiche adottate per far fronte a pressioni di tempo o ad attrezzature poco adatte.

Un altro accorgimento riguarda le informazioni che l'intervistatore lascia trapelare. Riferire ciò che hanno detto altri testimoni, mostrare fotografie prima del racconto libero o anticipare ipotesi già formulate dal gruppo contamina la memoria e rende inutilizzabile la testimonianza come fonte indipendente. Il verbale deve riportare le parole dell'intervistato il più fedelmente possibile, distinguendo ciò che ha visto direttamente da ciò che ha dedotto o sentito dire da altri.