Chi indaga conosce già il finale della storia, e questo altera il modo in cui interpreta tutto ciò che è accaduto prima. Il bias del senno di poi, noto come hindsight bias, fa apparire evidenti segnali che per chi era sul posto erano ambigui o nascosti tra mille altri. Si finisce per pensare che l'operatore avrebbe dovuto accorgersi del rumore anomalo, dimenticando che quel rumore si sentiva da settimane senza conseguenze.
Il bias dell'esito porta a giudicare la qualità di una decisione in base al risultato. Lo stesso comportamento, come entrare nell'area di una pallettizzatrice senza fermarla per togliere un cartone incastrato, viene considerato tollerabile quando va bene e gravemente imprudente quando finisce in infortunio. L'errore di attribuzione fondamentale spinge a spiegare l'evento con caratteristiche della persona, come superficialità o fretta, sottovalutando le pressioni e i vincoli del contesto.
A questi si aggiunge il bias di conferma: una volta formulata un'ipotesi, l'investigatore cerca e valorizza le prove che la sostengono e trascura quelle contrarie. Le contromisure sono di metodo. Ricostruire la situazione come appariva in tempo reale, con le informazioni disponibili allora; chiedersi se un altro lavoratore competente nelle stesse condizioni avrebbe agito in modo simile; formulare sempre almeno due ipotesi alternative; far rivedere le conclusioni a una persona estranea al gruppo, con il compito esplicito di contestarle.