Per evitare confusioni è utile distinguere tre livelli. La causa immediata, o diretta, è l'evento o la condizione che ha prodotto il contatto con il pericolo: la mano entrata nella zona di chiusura dello stampo, il carrello che ha urtato il pedone, la tavola del ponteggio che ha ceduto. È ciò che si vede subito e che compare spesso nella denuncia di infortunio, ma da sola non suggerisce misure preventive durature.
Le cause sottostanti, chiamate anche contributive, spiegano perché la causa immediata si è verificata: il riparo era stato rimosso per velocizzare il cambio stampo, il corridoio pedonale era ingombro di bancali, la tavola era danneggiata e nessuno l'aveva sostituita. Le cause radice si trovano a un livello ancora più profondo e riguardano il sistema di gestione: un processo di cambio formato mai valutato, una pianificazione degli spazi di magazzino che non tiene conto dei picchi, l'assenza di un sistema di controllo delle opere provvisionali prima dell'uso.
La caratteristica distintiva della causa radice è che, se eliminata o corretta, impedisce il ripetersi non solo dello stesso evento ma di un'intera famiglia di eventi simili. Va però evitato il mito della causa radice unica. Gli infortuni sono quasi sempre il prodotto di più fattori concomitanti, e un'indagine ben fatta identifica in genere diverse cause sistemiche, ciascuna con il proprio intervento correttivo. Una buona prova pratica consiste nel chiedersi, per ogni causa individuata, quale funzione aziendale ne è titolare e potrebbe correggerla.