Non esiste un metodo migliore in assoluto: la scelta dipende dalla complessità dell'evento, dalla gravità reale e potenziale, dalle competenze disponibili e dal tempo. I cinque perché sono rapidi, comprensibili a tutti e adatti a eventi con meccanismo semplice; richiedono poca formazione ma offrono garanzie limitate di completezza. Il diagramma di Ishikawa è ottimo per coinvolgere un gruppo e non dimenticare categorie di fattori, ma non mostra le relazioni logiche tra le cause.
L'albero delle cause garantisce il massimo rigore logico e mette in luce le combinazioni di fattori, ma richiede tempo, un facilitatore formato e una raccolta di fatti molto accurata; è la scelta preferibile per infortuni gravi e per eventi con più organizzazioni coinvolte. Il modello Infor.MO è particolarmente utile quando si vogliono confrontare eventi nel tempo o con dati esterni, grazie alla classificazione standard dei fattori, e quando si desidera un linguaggio condiviso con gli organi di vigilanza.
Nella pratica molte aziende adottano una matrice che collega il livello di indagine al metodo minimo richiesto: cinque perché per il livello base, Ishikawa con verifica delle cause per il livello intermedio, albero delle cause eventualmente integrato da analisi delle barriere per il livello massimo. Inserire questa matrice nella procedura aziendale riduce la discrezionalità, rende confrontabili le indagini svolte da persone diverse e semplifica la formazione degli ASPP e dei preposti coinvolti.