Aggiornamento RSPP · Blocco 4/10 (12–16 h) · Slide 40/50

Definire azioni correttive efficaci e misurabili

Le azioni correttive sono il motivo per cui si fa un'indagine. Ciascuna deve essere collegata in modo esplicito a una o più cause identificate: un'azione che non risponde a nessuna causa del rapporto è un'iniziativa utile forse, ma non una correzione. Allo stesso modo ogni causa organizzativa deve avere almeno un'azione, oppure una motivazione scritta che spieghi perché si è deciso di non intervenire, ad esempio perché la condizione è già stata eliminata da un progetto in corso.

La formulazione segue criteri di concretezza: chi fa che cosa, entro quando, con quale risultato atteso e come si verificherà che sia stato raggiunto. «Migliorare la formazione sui carrelli» non è un'azione; «inserire nel corso di aggiornamento dei carrellisti un modulo pratico di due ore sulla manovra in retromarcia in corsia stretta, con prova di verifica, entro il 30 del mese prossimo, responsabile ufficio formazione» lo è. La scadenza deve essere realistica, e le azioni di lungo periodo vanno affiancate da misure temporanee immediate.

Nell'individuare le azioni il gruppo applica la gerarchia delle misure già nota dal Modulo B, ma con uno sguardo specifico: per ogni causa si cerca prima l'intervento più alto possibile, come l'eliminazione del pericolo o una protezione fisica, e solo se non praticabile si scende verso misure organizzative, procedurali e di protezione individuale. Le azioni approvate entrano nel programma delle misure di miglioramento collegato al DVR.