Aggiornamento RSPP · Blocco 4/10 (12–16 h) · Slide 41/50

Azioni forti, intermedie e deboli: riconoscerle prima di approvarle

In molti contesti, a partire da quello sanitario statunitense, si è diffusa una classificazione pratica delle azioni correttive in base alla loro forza, cioè alla probabilità che riducano davvero il rischio senza dipendere dalla memoria o dalla buona volontà delle persone. Le azioni forti modificano fisicamente il sistema: eliminazione di un'operazione, interblocchi, dispositivi che rendono impossibile l'errore, riprogettazione del layout, standardizzazione delle attrezzature.

Le azioni intermedie comprendono la semplificazione dei processi, le liste di controllo integrate nel flusso di lavoro, l'aumento del personale o la riduzione dei carichi, i miglioramenti dell'illuminazione o delle segnalazioni, i sistemi di ridondanza come la doppia verifica indipendente. Le azioni deboli sono quelle che si affidano interamente al comportamento: nuove procedure scritte, ripetizione della formazione, avvisi e cartelli, richiami verbali, circolari che invitano alla massima attenzione.

Le azioni deboli non sono inutili: spesso accompagnano necessariamente quelle forti, perché un nuovo interblocco va spiegato e un layout modificato va comunicato. Il problema nasce quando un piano d'azione è composto solo da misure deboli, magari per un evento grave. Una regola interna efficace stabilisce che per gli eventi di livello massimo almeno un'azione debba essere forte o intermedia, oppure che la direzione motivi per iscritto perché non è possibile. Rivedere i piani d'azione degli ultimi anni con questa lente è un esercizio rivelatore per qualsiasi RSPP.