Aggiornamento RSPP · Blocco 5/10 (16–20 h) · Slide 4/50

Il Protocollo quadro sul caldo del 2025 e le ordinanze regionali

Nel luglio 2025 il Ministero del Lavoro e le parti sociali hanno sottoscritto un Protocollo quadro per l'adozione di misure di contenimento dei rischi lavorativi legati alle emergenze climatiche. Non introduce nuovi obblighi penalmente sanzionati, ma fissa un riferimento condiviso che la contrattazione territoriale e aziendale è invitata a declinare. I contenuti ricalcano le buone pratiche consolidate: rimodulazione degli orari per evitare le ore più calde, pause in aree ombreggiate o climatizzate, disponibilità di acqua, informazione e formazione specifiche, attenzione ai lavoratori più vulnerabili, ricorso agli ammortizzatori sociali quando l'attività va sospesa.

In parallelo molte Regioni, già dal 2024, hanno emanato ordinanze estive che vietano il lavoro in condizioni di esposizione prolungata al sole nella fascia oraria centrale, tipicamente tra le 12:30 e le 16, nei giorni in cui la piattaforma previsionale indica un rischio alto. I settori interessati sono di solito agricoltura, florovivaismo, cantieri edili e stradali, cave e talvolta attività di consegna. Le ordinanze hanno validità limitata al periodo estivo e vanno verificate ogni anno, perché cambiano per durata, ambito e condizioni.

Il RSPP che opera su più regioni, come capita a imprese di installazione o manutenzione, deve tenere una mappa aggiornata delle ordinanze vigenti nelle località dei cantieri. Un errore frequente è recepire solo l'ordinanza della sede legale, mentre l'obbligo segue il luogo in cui si svolge la lavorazione.