A parità di ambiente e di carico di lavoro, alcuni lavoratori raggiungono lo strain critico molto prima di altri. Tra i fattori noti ci sono le malattie cardiovascolari, respiratorie, renali e metaboliche come il diabete, l'obesità, una scarsa forma fisica, la mancata acclimatazione, episodi precedenti di patologia da calore, stati febbrili o gastroenteriti recenti che hanno già ridotto i liquidi, la gravidanza, il consumo di alcol, anche la sera precedente, e l'uso di sostanze stimolanti.
Particolare attenzione meritano i farmaci. Diuretici, alcuni antipertensivi, beta-bloccanti, anticolinergici, antistaminici, molti psicofarmaci e alcuni antiparkinsoniani interferiscono con la sudorazione, la regolazione cardiovascolare o la percezione della sete. Il RSPP non accede a queste informazioni, coperte da segreto sanitario, ed è giusto così: il canale corretto è il medico competente, che può tenerne conto nei giudizi di idoneità, segnalare limitazioni temporanee estive e suggerire al datore di lavoro misure organizzative senza rivelare diagnosi.
Il coinvolgimento va formalizzato. Nella riunione periodica o in un incontro dedicato prima dell'estate è utile condividere con il medico competente l'elenco delle mansioni esposte e la procedura caldo, chiedendo un parere sui criteri di individuazione dei lavoratori fragili e sulla possibilità di visite a richiesta. Un errore da evitare è far compilare ai lavoratori questionari aziendali sui farmaci gestiti dall'ufficio personale: violano la riservatezza e generano solo diffidenza.