Aggiornamento RSPP · Blocco 5/10 (16–20 h) · Slide 20/50

Mappare le postazioni critiche: dove il caldo si concentra

La valutazione per mansione va affiancata da una mappatura per luoghi, perché il calore non si distribuisce in modo uniforme. Nei cantieri le zone peggiori sono le coperture, specie se in lamiera o guaina scura, i piani di posa di asfalto e calcestruzzo, le aree a ridosso di pareti esposte a sud o vetrate che riflettono, gli scavi profondi dove l'aria ristagna. Nei piazzali logistici l'asfalto irradia calore fino a sera, e le baie di carico rivolte a ovest diventano critiche nel pomeriggio.

Ambienti spesso trascurati sono le cabine di mezzi e macchine senza climatizzazione efficiente, dove la temperatura può superare di molti gradi quella esterna, i container usati come uffici di cantiere o magazzini, i locali tecnici con trasformatori e compressori, i soppalchi dei capannoni dove l'aria calda si accumula sotto la copertura. Anche gli abitacoli dei furgoni dei tecnici manutentori, parcheggiati al sole, richiedono attenzione nelle fasi di carico e scarico attrezzature.

Lo strumento pratico è una planimetria con le zone classificate per livello di criticità termica, aggiornata con misure spot nelle giornate più calde. Una termocamera o un semplice termometro a infrarossi aiutano a individuare superfici roventi che diventano anche rischio di ustione da contatto, come lamiere, ringhiere metalliche, maniglie e sedili. La mappa diventa utile ai preposti per collocare punti di ristoro e aree d'ombra e per decidere in quale ordine eseguire le lavorazioni durante la giornata.