Aggiornamento RSPP · Blocco 5/10 (16–20 h) · Slide 21/50

Caldo al chiuso: capannoni, magazzini e reparti con sorgenti

Il rischio calore non riguarda solo chi lavora all'aperto. I capannoni industriali e logistici con coperture metalliche poco isolate e pochi ricambi d'aria, durante un'ondata di calore, raggiungono temperature interne superiori a quelle esterne, soprattutto nel pomeriggio e nelle zone alte. I magazzini automatizzati o i centri di distribuzione, dove si lavora a ritmo sostenuto con picking manuale, combinano carico metabolico elevato e ambiente caldo, con un profilo di rischio simile a quello di un cantiere ma spesso senza la stessa attenzione.

Nei reparti con sorgenti di calore di processo, come fonderie, forge, trattamenti termici, vetrerie, stampaggio di materie plastiche e lavanderie industriali, lo stress termico è un rischio strutturale già valutato come ambiente severo. Il cambiamento climatico qui agisce riducendo il margine: il raffreddamento naturale degli ambienti diventa insufficiente, gli impianti di ventilazione progettati per estati più miti non bastano, e i lavoratori arrivano al turno già affaticati da notti calde.

Per gli ambienti chiusi il riferimento di legge è il punto 1.9 dell'Allegato IV, che chiede temperature adeguate e la possibilità di difendersi dalle condizioni climatiche, insieme alla valutazione del Titolo VIII. Le misure strutturali più efficaci sono l'isolamento o la verniciatura riflettente delle coperture, l'estrazione forzata dell'aria calda dal colmo, i raffrescatori evaporativi dove l'umidità lo consente, la schermatura delle sorgenti radianti: interventi da inserire nel piano di miglioramento, che riducono il rischio in modo stabile.