Uno degli ostacoli pratici alla sospensione delle lavorazioni nelle giornate più calde è economico: per il datore di lavoro le ore perse, per il lavoratore il timore di perdere retribuzione. Il quadro degli ammortizzatori sociali offre strumenti che il RSPP deve conoscere almeno nelle linee essenziali, per poterli proporre al datore di lavoro e all'ufficio del personale come parte della procedura.
Per l'industria e l'edilizia l'INPS ha chiarito che le temperature superiori a 35 gradi, anche se solo percepite, possono giustificare la richiesta di cassa integrazione ordinaria per eventi meteo, quando le condizioni impediscono di lavorare in sicurezza. La valutazione non si basa solo sul dato del bollettino ma sul tipo di lavorazione e sulle condizioni del sito, quindi una documentazione accurata delle condizioni e delle misure adottate rafforza la richiesta. Per il settore agricolo sono stati introdotti negli ultimi anni trattamenti specifici di integrazione salariale per le sospensioni dovute a eventi climatici, con regole definite da provvedimenti che vanno verificati di anno in anno.
Il valore per la prevenzione è evidente: quando il datore di lavoro sa che la sospensione può essere coperta, la decisione di fermarsi viene presa con meno resistenze. Nella procedura caldo conviene quindi prevedere che, all'attivazione del livello critico, il preposto o il capo cantiere registri orari, condizioni meteo, livello previsionale e lavorazioni sospese, e trasmetta i dati all'ufficio del personale.