I temporali estivi, sempre più intensi e improvvisi, espongono al rischio di fulminazione chi lavora all'aperto: addetti in quota, gruisti, operai in campo aperto, addetti alla manutenzione di linee e impianti, lavoratori su coperture e ponteggi metallici. La protezione degli edifici e delle strutture con impianti di protezione dalle scariche atmosferiche è materia della progettazione elettrica e viene trattata altrove; qui interessa la gestione delle persone quando il temporale si avvicina.
Una regola pratica diffusa è quella del 30-30. Se il tempo che intercorre tra il lampo e il tuono è inferiore a 30 secondi, il temporale è abbastanza vicino da rappresentare un pericolo e occorre ripararsi. Le attività vanno riprese solo dopo almeno 30 minuti dall'ultimo tuono udito. In pratica, se si sente il tuono si è già potenzialmente a distanza di fulminazione. Molte aziende e cantieri usano oggi servizi di rilevazione dei fulmini che inviano un allarme quando le scariche sono registrate entro un certo raggio dal sito.
Il riparo sicuro è un edificio chiuso dotato di impianti o un veicolo con carrozzeria metallica chiusa. Non sono ripari sicuri gli alberi isolati, i gazebo, le tettoie aperte, i container non collegati a terra, la cabina di una gru in quota, le baracche leggere. Vanno evitati i punti elevati, le strutture metalliche e le vicinanze di recinzioni. La procedura deve prevedere chi decide la sospensione, come si fanno scendere rapidamente i lavoratori in quota e dove ci si raduna, e va provata almeno una volta all'inizio della stagione.