Aggiornamento RSPP · Blocco 5/10 (16–20 h) · Slide 40/50

Alluvioni e allagamenti: lavorare durante e dopo l'evento

Le precipitazioni brevi e intense causano allagamenti di piani interrati, sottopassi, piazzali e reparti in tempi di decine di minuti. Il primo rischio è elettrico: l'acqua raggiunge quadri, prese, cavi e macchinari, e la presenza di persone in acqua vicino a parti in tensione può essere letale. La procedura deve stabilire chi seziona l'alimentazione delle zone allagabili e come, prima di qualsiasi intervento. Il secondo rischio è la permanenza in locali interrati, dove l'acqua sale rapidamente e le vie di esodo possono essere bloccate: nelle allerte significative questi locali vanno evacuati preventivamente.

La fase successiva, il ripristino, è spesso più pericolosa dell'evento stesso. L'acqua di allagamento è contaminata da fognature, carburanti, oli e sostanze chimiche dilavate dai magazzini. Il fango può contenere agenti biologici, tra cui la leptospira trasmessa dalle urine di roditori. Le strutture possono essere indebolite, con cedimenti di pavimenti, scaffalature e muri. Motopompe e generatori usati in locali chiusi producono monossido di carbonio, causa di intossicazioni gravi durante le operazioni di svuotamento.

Le squadre addette al ripristino, interne o esterne, devono operare con una valutazione specifica, anche speditiva, che preveda DPI adeguati come stivali, guanti, protezione delle vie respiratorie per fango essiccato e muffe, verifiche elettriche prima della riattivazione, ventilazione dei locali, igiene delle mani prima di mangiare. Le muffe che compaiono nei giorni seguenti vanno bonificate, tutelando allergici e asmatici.