Aggiornamento RSPP · Blocco 5/10 (16–20 h) · Slide 41/50

Grandine, neve, ghiaccio e freddo intenso

La variabilità climatica non porta solo caldo. Le grandinate di forte intensità, sempre più frequenti anche in pianura, danneggiano coperture, lucernari e pannelli fotovoltaici, e i lavori di ripristino sulle coperture danneggiate presentano un rischio elevato di sfondamento: lastre in fibrocemento o policarbonato già lesionate cedono sotto il peso di una persona. Prima di salire va verificata la portanza e predisposti camminamenti e protezioni contro lo sfondamento, senza farsi spingere dall'urgenza di chiudere le infiltrazioni.

Le nevicate eccezionali, anche se meno frequenti, mettono sotto carico le coperture di capannoni e tettoie progettate con carichi neve di riferimento, mentre gli accumuli scivolano improvvisamente dalle falde sulle vie di passaggio. La rimozione della neve dai tetti è un lavoro in quota e va gestito con le stesse regole. Ghiaccio e brina su piazzali, rampe di carico, scale esterne e passerelle aumentano le cadute in piano, che restano tra gli infortuni più frequenti nei mesi invernali: servono piani di spargimento sale, priorità ai percorsi pedonali, calzature adatte.

Le ondate di freddo espongono chi lavora all'aperto o in celle frigorifere a stress da freddo, valutabile con l'indice IREQ della norma UNI EN ISO 11079, che stima l'isolamento del vestiario necessario. Gli effetti vanno dal calo della destrezza manuale, con aumento degli errori e degli infortuni alle mani, fino all'ipotermia. Le misure ricalcano la logica del caldo: pause in locali riscaldati, bevande calde, abbigliamento a strati, attenzione ai lavoratori isolati.