Aggiornamento RSPP · Blocco 5/10 (16–20 h) · Slide 45/50

Zecche e zanzare: vettori in espansione e lavoro all'aperto

Il riscaldamento climatico favorisce l'espansione geografica e l'allungamento della stagione di attività di zecche e zanzare, con effetti sui lavoratori all'aperto. Le zecche trasmettono la malattia di Lyme e l'encefalite da zecche, presenti soprattutto nelle aree boschive e prealpine del nord-est ma in progressiva diffusione. Sono esposti forestali, addetti alla manutenzione del verde, agricoltori, allevatori, tecnici che ispezionano linee o condotte in aree boscate.

Le zanzare del genere Aedes, come la zanzara tigre ormai stabilmente presente in tutta Italia, possono trasmettere virus come dengue e chikungunya, con focolai autoctoni registrati negli ultimi anni. Le zanzare del genere Culex sono il vettore principale del virus West Nile, che circola ogni estate in diverse regioni, soprattutto in pianura padana. Nella maggior parte dei casi l'infezione è asintomatica, ma in una piccola quota di persone, più spesso anziane o fragili, può dare forme neuroinvasive gravi.

Nel Titolo X si tratta di un'esposizione potenziale e non deliberata, da valutare comunque. Le misure riguardano abbigliamento coprente e chiaro, repellenti cutanei, controllo del corpo e rimozione corretta delle zecche a fine giornata, eliminazione dei ristagni d'acqua nei cantieri e nei piazzali, dove pneumatici, teli e contenitori diventano focolai larvali. Per l'encefalite da zecche esiste un vaccino, la cui offerta ai lavoratori esposti nelle aree a rischio va valutata con il medico competente. L'informazione deve includere i sintomi da segnalare, come l'eritema migrante dopo un morso.