Aggiornamento RSPP · Blocco 5/10 (16–20 h) · Slide 46/50

Radon nei luoghi di lavoro: il quadro del D.Lgs. 101/2020

Il radon è un gas radioattivo naturale che proviene dal decadimento dell'uranio presente nel suolo e in alcuni materiali da costruzione. Si accumula negli ambienti chiusi, soprattutto nei locali a contatto con il terreno, ed è classificato dalla IARC come cancerogeno certo per l'uomo: è considerato la seconda causa di tumore polmonare dopo il fumo di tabacco, con un forte effetto sinergico nei fumatori. Pur non essendo un rischio climatico, rientra a pieno titolo tra i rischi emergenti per l'evoluzione degli obblighi e per la consapevolezza ancora limitata nelle aziende.

Il D.Lgs. 101/2020, che ha recepito la Direttiva 2013/59/Euratom, ha profondamente rivisto la disciplina. Il livello di riferimento per i luoghi di lavoro è fissato a 300 becquerel per metro cubo in termini di concentrazione media annua. Gli obblighi di misura riguardano i luoghi di lavoro sotterranei, quelli situati in locali semisotterranei o al piano terra nelle aree prioritarie individuate dalle Regioni, le tipologie indicate dal Piano nazionale e gli stabilimenti termali.

Il decreto ha introdotto anche il Piano nazionale d'azione per il radon, adottato nel 2024 e ha previsto la figura dell'esperto in interventi di risanamento radon. Per il RSPP il primo passo è un censimento dei locali aziendali: archivi interrati, uffici al piano terra in zone prioritarie, locali tecnici sotterranei frequentati, magazzini seminterrati. Spesso le aziende scoprono di avere luoghi soggetti all'obbligo che nessuno aveva mai considerato.