Il 7 dicembre 2021 il Ministero del lavoro e le principali parti sociali hanno sottoscritto il Protocollo nazionale sul lavoro agile nel settore privato, con l'obiettivo di fornire un quadro di riferimento alla contrattazione collettiva dopo l'esperienza emergenziale. Il Protocollo ribadisce la volontarietà dell'adesione, la necessità di un accordo individuale scritto, la definizione di una fascia di disconnessione in cui il lavoratore non eroga la prestazione, il principio per cui gli strumenti di lavoro sono di norma forniti dal datore. Sul piano della sicurezza richiama l'art. 22 della L. 81/2017 e raccomanda iniziative formative sull'uso degli strumenti e sui comportamenti da adottare.
A livello europeo le parti sociali hanno firmato nel giugno 2020 un Accordo quadro autonomo sulla digitalizzazione. L'accordo individua quattro aree di intervento: competenze digitali e sicurezza dell'occupazione, modalità di connessione e disconnessione, intelligenza artificiale con la garanzia del principio del controllo umano, rispetto della dignità umana e sorveglianza. Prevede un processo partecipativo in cui datori e rappresentanti dei lavoratori analizzano insieme l'impatto delle tecnologie e decidono le misure.
Per il RSPP il valore di questi testi è metodologico. Indicano che la gestione del lavoro a distanza e delle tecnologie digitali non si esaurisce in una valutazione tecnica della postazione, ma richiede un confronto strutturato con i lavoratori e con il RLS, da documentare nella riunione periodica e nei piani di miglioramento.