Aggiornamento RSPP · Blocco 6/10 (20–24 h) · Slide 34/50

Postazione domestica: ergonomia senza sopralluogo

Nel lavoro agile il datore di lavoro non ha di norma accesso all'abitazione e la postazione non è predeterminata, ma i rischi ergonomici restano quelli noti dell'uso prolungato di videoterminali: disturbi muscoloscheletrici del collo e degli arti superiori, affaticamento visivo, sedentarietà. Il Titolo VII si applica pienamente al telelavoro, mentre per il lavoro agile i suoi principi orientano l'informativa e le misure. Restano valide le indicazioni dell'art. 175 sulle interruzioni di quindici minuti ogni centoventi di applicazione continuativa e la definizione di lavoratore addetto all'art. 173, che fa riferimento a un utilizzo sistematico o abituale per venti ore settimanali, dedotte le interruzioni.

La postazione domestica tipica è un computer portatile sul tavolo della cucina, con schermo troppo basso, tastiera integrata e sedia non regolabile. Le misure efficaci sono semplici: fornire in comodato un monitor esterno, una tastiera e un mouse separati, eventualmente un supporto per il portatile; prevedere un contributo o un catalogo aziendale per la seduta; offrire una breve formazione pratica, anche con video, su come regolare la postazione con oggetti comuni.

Alcune aziende chiedono al lavoratore una autovalutazione della postazione con fotografie e una checklist guidata. Lo strumento è utile se serve a dare consigli personalizzati e a individuare chi ha bisogno di attrezzature, e se il lavoratore è informato sull'uso delle immagini. Non deve trasformarsi in un controllo dell'ambiente domestico, che sarebbe sproporzionato e ostacolerebbe la collaborazione.