Il lavoro dei rider e dei corrieri su piattaforma concentra rischi che in altri settori sono separati. Il primo è il rischio stradale: biciclette, scooter e veicoli leggeri si muovono nel traffico urbano in orari di punta, spesso di sera e con scarsa visibilità, con il telefono fissato al manubrio per seguire le indicazioni dell'applicazione. La distrazione dovuta alla consultazione dello schermo e la fretta legata al tempo stimato di consegna sono fattori ricorrenti negli incidenti. A questo si aggiungono l'esposizione al caldo estremo e al freddo, la pioggia che riduce aderenza e visibilità, l'inquinamento atmosferico, il carico dello zaino termico, le aggressioni e i furti.
Le contromisure che funzionano meglio riguardano l'organizzazione del servizio. Tempi di consegna stimati con margini realistici, assenza di penalità per i ritardi dovuti a condizioni avverse, possibilità di sospendere il servizio con allerta meteo o caldo intenso, interfacce dell'applicazione progettate per non richiedere interazioni durante la guida, comandi vocali per confermare le consegne. Sul piano tecnico servono dispositivi di illuminazione, indumenti ad alta visibilità, casco e la verifica periodica dei mezzi, anche quando sono di proprietà del lavoratore.
Le aziende che utilizzano questi servizi, come ristoranti o supermercati, sono a loro volta coinvolte: il punto di ritiro è un luogo di lavoro con possibili interferenze, e un'area di attesa protetta con servizi igienici disponibili è una misura semplice che migliora la condizione dei rider.