Il primo passo è descrittivo: costruire la distribuzione per età e anzianità di mansione nei gruppi omogenei già individuati nel documento. Il secondo è identificare nelle mansioni i fattori di richiesta più sensibili all'invecchiamento: forza massima, sollevamenti frequenti, posture con braccia sopra le spalle, lavoro su scale e in quota, cadenze imposte, turni notturni, esposizione al caldo, compiti visivi fini in scarsa illuminazione, allarmi acustici acuti.
Il terzo passo consiste nell'incrocio: dove un'alta presenza di senior coincide con richieste elevate, il rischio va riclassificato con indici che tengano conto della popolazione reale, ad esempio applicando nella movimentazione manuale le costanti di peso differenziate per età e sesso. Il quarto passo coinvolge il medico competente, che senza violare la riservatezza può indicare in forma aggregata la frequenza di limitazioni o prescrizioni per gruppo omogeneo.
Il quinto passo è la definizione di misure strutturali e non individuali: riprogettare postazioni, introdurre ausili, rivedere la rotazione, adattare l'illuminazione. Le soluzioni progettate per i senior migliorano quasi sempre le condizioni di tutti, secondo la logica del design per tutte le età. Un errore frequente è limitarsi a scrivere nel DVR che l'età è stata considerata, senza alcuna traccia di analisi; un altro è individuare il lavoratore anziano come problema, generando discriminazioni vietate dalla normativa antidiscriminatoria.