Aggiornamento RSPP · Blocco 7/10 (24–28 h) · Slide 11/50

Turni, lavoro notturno e recupero nei lavoratori senior

Con l'età la qualità del sonno cambia: il sonno profondo si riduce, i risvegli notturni aumentano e il ritmo circadiano tende ad anticipare, con preferenza per il risveglio mattutino. Per questo la tolleranza al lavoro notturno e alle rotazioni rapide diminuisce, e il debito di sonno accumulato in una settimana di notti viene recuperato più lentamente. A ciò si aggiungono patologie frequenti dopo i cinquant'anni, come ipertensione, diabete o disturbi gastrointestinali, che il lavoro a turni può aggravare.

Il D.Lgs. 66/2003 prevede che, se il medico accerta che il lavoro notturno nuoce alla salute del lavoratore, questi debba essere assegnato al lavoro diurno in mansioni equivalenti, se esistenti e disponibili. La norma è il punto di arrivo; il RSPP può lavorare prima, sulla progettazione dei turni. Le indicazioni consolidate dell'ergonomia dei turni sono: rotazione in senso orario, cioè mattino, pomeriggio, notte; poche notti consecutive; inizio del turno del mattino non troppo anticipato; almeno due giorni di riposo dopo un ciclo di notti; pause programmate e possibilità di un breve riposo nelle notti lunghe.

In un'acciaieria o in una cartiera a ciclo continuo si possono anche introdurre turni scelti su base volontaria, mansioni diurne riservate in modo trasparente a chi ha maggiore anzianità o specifiche esigenze, e un monitoraggio degli eventi avversi nelle ultime ore della notte, quando la vigilanza è minima per tutti e il margine di compensazione dei senior è più ridotto.