Il giudizio di idoneità con prescrizioni o limitazioni è uno degli atti più delicati nel rapporto tra medico competente, datore di lavoro e RSPP. Formule generiche come evitare sforzi eccessivi o limitare la movimentazione di carichi pesanti lasciano al preposto un margine di interpretazione troppo ampio e generano conflitti. Quando il medico competente indica limiti quantificati, ad esempio un peso massimo da sollevare, una frequenza oraria, l'esclusione dei lavori in quota o del turno notturno, l'attuazione diventa verificabile.
Il RSPP può facilitare questa precisione mettendo a disposizione del medico descrizioni dettagliate delle mansioni: pesi effettivi, frequenze, posture, durata delle esposizioni, turni, attrezzature utilizzate. Un profilo di mansione ben fatto, con le richieste fisiche e cognitive quantificate, consente al medico di formulare un giudizio coerente e all'azienda di individuare in anticipo quali compiti restano compatibili.
Una volta ricevuto il giudizio, occorre comunicare al preposto le sole indicazioni operative necessarie, senza informazioni sanitarie, e verificare che la limitazione sia realmente applicata. L'esperienza mostra che molti infortuni a lavoratori con limitazioni avvengono perché, in un momento di carenza di personale, il lavoratore viene rimandato al vecchio compito o vi torna di propria iniziativa. Inserire le limitazioni nel sistema di pianificazione dei turni e nei controlli del preposto riduce questa deriva.