Aggiornamento RSPP · Blocco 7/10 (24–28 h) · Slide 29/50

Esposizioni e danni che cambiano secondo il genere

Le differenze di genere nei rischi derivano in larga misura dalla segregazione occupazionale. Le donne sono più presenti in sanità, assistenza, pulizie, ristorazione, commercio, confezionamento alimentare e lavori d'ufficio; gli uomini in edilizia, metalmeccanica, trasporti, agricoltura meccanizzata. Ne deriva che i lavoratori di sesso maschile registrano la grande maggioranza degli infortuni mortali, mentre le lavoratrici sono più esposte a movimenti ripetitivi degli arti superiori, posture fisse, stress emotivo, aggressioni da parte di utenti e rischio biologico.

I dati INAIL evidenziano inoltre un peso relativo maggiore degli infortuni in itinere nelle lavoratrici, verosimilmente legato all'organizzazione dei tragitti tra casa, lavoro e attività di cura. Anche alcune malattie professionali mostrano profili differenti: le patologie muscolo-scheletriche dell'arto superiore, come la sindrome del tunnel carpale, sono più frequentemente riconosciute nelle donne, mentre ipoacusia e patologie da amianto prevalgono negli uomini, riflettendo esposizioni storiche.

Sul rischio chimico, differenze nella percentuale di tessuto adiposo, nel metabolismo e negli effetti ormonali di alcune sostanze, come gli interferenti endocrini, possono modificare la risposta. Per il RSPP la pratica consigliata è leggere la valutazione per gruppo omogeneo chiedendosi chi occupa davvero quel posto. Una linea di confezionamento con alta ripetitività e personale prevalentemente femminile richiede priorità d'intervento che un'analisi neutra rischierebbe di sottovalutare.