Aggiornamento RSPP · Blocco 7/10 (24–28 h) · Slide 31/50

Dati disaggregati: leggere infortuni e sorveglianza per genere ed età

Senza dati suddivisi per caratteristiche dei lavoratori, le differenze restano invisibili. Il primo serbatoio di informazioni è la relazione sanitaria del medico competente: l'Allegato 3B del D.Lgs. 81/08 prevede la comunicazione dei dati aggregati distinti per sesso, con numero di lavoratori sottoposti a sorveglianza, giudizi di idoneità con limitazioni o non idoneità, malattie professionali segnalate. Nella riunione periodica dell'articolo 35 il medico presenta i risultati anonimi collettivi, ed è il momento giusto per chiedere una lettura anche per fasce d'età e per reparto.

Il secondo serbatoio è l'archivio degli infortuni e dei near miss aziendali. Aggiungere ai campi abituali sesso, fascia d'età, anzianità nella mansione, tipologia contrattuale e lingua madre, nel rispetto della normativa sulla protezione dei dati, consente analisi semplici ma rivelatrici: tassi di infortunio per mille lavoratori in ciascun gruppo, natura delle lesioni prevalenti, giorni di assenza medi.

Con numeri piccoli, tipici delle PMI, occorre prudenza: in un'azienda con poche decine di dipendenti un solo evento sposta molto le percentuali, ed è più utile osservare tendenze su più anni o confrontarsi con dati di settore disponibili su fonti pubbliche come gli open data INAIL. Va anche evitato che i dati disaggregati permettano di identificare singole persone, ad esempio quando in un reparto lavora una sola donna o un solo ultrasessantenne: in quel caso si accorpano le categorie.