La L. 162/2021 ha modificato il Codice delle pari opportunità e introdotto la certificazione della parità di genere, il cui riferimento tecnico è la prassi UNI/PdR 125:2022. Il sistema, basato su indicatori di performance raggruppati in aree come cultura e strategia, governance, processi di gestione delle risorse umane, opportunità di crescita, equità remunerativa e tutela della genitorialità e conciliazione, è rilasciato da organismi accreditati e dà accesso a sgravi contributivi e a punteggi premianti in bandi e appalti pubblici.
Molte aziende stanno avviando il percorso, e il RSPP viene spesso coinvolto perché diversi requisiti toccano la sicurezza. La prassi richiede, tra l'altro, politiche per la prevenzione di ogni forma di abuso fisico, verbale e digitale, con piani di formazione e canali di segnalazione, oltre ad attenzione alla conciliazione dei tempi di vita, che incide su stress e fatica.
L'integrazione con il sistema di gestione della salute e sicurezza è naturale: i dati disaggregati per genere, la valutazione dei rischi differenziati, la scelta di DPI adatti, la gestione dei servizi e degli spogliatoi e la prevenzione delle molestie possono essere documentati una volta sola e utilizzati in entrambi i percorsi. L'errore da evitare è trattare la certificazione come un adempimento dell'ufficio del personale scollegato dal DVR, con il risultato di avere due sistemi paralleli e talvolta contraddittori, con doppio lavoro e dati incoerenti.