Al di fuori dei controlli programmati, la situazione più critica si presenta quando un preposto nota in un lavoratore segni compatibili con uno stato di alterazione: alito vinoso, eloquio impastato, andatura instabile, reazioni rallentate, comportamenti insoliti. Il preposto non può eseguire test, ma l'articolo 19 del D.Lgs. 81/08 gli attribuisce il dovere di sovrintendere e vigilare e, dopo la L. 215/2021, di interrompere l'attività del lavoratore quando rilevi comportamenti non conformi o pericolosi.
Una procedura aziendale ben costruita indica i passi in modo chiaro. Il preposto allontana subito il lavoratore dalla mansione a rischio, senza accuse e preferibilmente in un luogo riservato, con un secondo testimone. Avvisa il proprio responsabile e, secondo la procedura, il medico competente, che valuterà se intervenire. Se il lavoratore presenta segni che potrebbero indicare un malore, come ipoglicemia, ictus o effetti di farmaci, si attivano gli addetti al primo soccorso e, se necessario, il 112. In nessun caso il lavoratore deve rimettersi alla guida per tornare a casa.
Il preposto annota con precisione e senza giudizi ciò che ha osservato. È importante che la procedura sia stata condivisa con gli RLS e illustrata a tutti i lavoratori, che sappiano cosa accadrà e perché. Formare i preposti su questo scenario, anche con simulazioni, riduce sia il rischio di ignorare il problema sia quello di gestirlo in modo umiliante o illegittimo.